Fusione Fredda – alla ricerca della verità

Vi sembra possibile che il primo apparato commerciale per la produzione di energia pulita da fusione fredda veda la luce in Grecia, dalle parti di Xanthi? Questo è quello che qualcuno sta sostenendo… Ma poi questa “scatola magica” in cui idrogeno e nichel si fondono producendo rame e potenza termica è il “miracolo” che attendevamo o qualcosa di diverso che si colloca tra l’inganno e la frode ? Qualcosa sta certamente accadendo a livello internazionale, qualcosa che potrebbe avere le dimensioni di una “rivoluzione nel campo della fisica”, o di una gigantesca bolla di sapone. Nel primo caso avremmo una promessa di energia economica e pulita, prodotta a temperatura ambiente da una manciata di terra con un dispositivo dalle dimensioni di una macchina per il caffè. Nel secondo caso si tratterebbe di un colossale inganno e delle conseguenti false speranze.

Ma cerchiamo di capire meglio:

Il sogno di un’energia senza fine

Dal 1989, anno in cui i fisici americani Stanley Pons e Martin Fleischmann annunciarono di aver realizzato la “fusione fredda” distruggendo contemporaneamente la loro carriera, dobbiamo attendere fino al 23 marzo del 2009 affinchè un ente di ricerca ufficiale – il centro di ricerca della U. S. Navy (SPAWAR), San Diego, California – comunichi qualcosa di rilevante. I ricercatori hanno pubblicato su Naturwissenschaft che inserendo un elettrodo di nichel o d’oro in una soluzione di cloruro di palladio mescolata con “acqua pesante” (cioè deuterio, un isotopo stabile dell’idrogeno) e facendo scorrere corrente elettrica sono state osservate particelle ad alta energia e neutroni, emessi dalla fusione degli di atomi di deuterio. E queste particelle sono state prodotte solo quando l’esperimento conteneva deuterio. Una spiegazione teorica di come sia avvenuta questa “fusione fredda” non è stata data, ma questo studio è stato catalogato come l’indicazione più seria dell’esistenza di questo misterioso fenomeno.

Due anni dopo, il 23 giugno 2011, una conferenza stampa ha attirato l’attenzione dell’opinione publica. La conferenza, organizzata da una società greca di nuova creazione, la Deucalion Green Technologies SA (società controllata da anche una sconosciuta società cipriota, la Praxen), è stato principalmente presentata da un economista greco-canadese con esperienza nel comitato per l’energia dell’UE e ora membro del consiglio della società, il signor Alexander Xanthoulis. Egli è stato affiancato da un professore di chimica dell’Università di Bologna ora in pensione, il Dott. Chris Stremmenos, e da un italiano, Andrea Rossi, inventore di un catalizzatore e di un processo di miscelazione idrogeno-nichel che ha grandemente incrementato l’emissione di energia termica. Dopo un anno e mezzo di contatti e test i tre hanno finalmente trovato i finanziamenti ed hanno costituito questa società per la realizzazione di macchinari per la produzione di energia in Grecia.

L’evoluzione del ‘Hyperion’: dal dispositivo sperimentale, a sinistra, al modello da 45KW con 9 reattori di prossima commercializzazione

Gli investimenti in Grecia

Come dichiarato dalla Defcalion l’importo degli investimenti avrebbe raggiunto i 200 milioni di euro, di cui circa la metà dedicati alla realizzazione di uno stabilimento di produzione a Xanthi con una capacità di 300.000 dispositivi di un anno – per il mercato internazionale al di fuori degli Stati Uniti – e l’altra metà per il pagamento dei diritti all’inventore, il Sig. Rossi. Valutando la resa di calore il dispositivo potrebbe produrre energia elettrica molto conveniente, il 90% più economica di quella prodota da fonti tradizionali. Il costo annuale per l’idrogeno ed il nichel – il “carburante” di un dispositivo di capacità 20 chilowatt – ammonterà a circa 1.300 euro, mentre il valore dell’energia prodotta a prezzi correnti supererà i 14.000 euro !

La semplice domanda “Perché in Grecia ?” ha anche trovato una semplice risposta: “Perché la Grecia detiene l’83% delle riserve di nichel in Europa”. Ma ciò che è rimasto oscuro è chi effettivamente certifichi la produzione di questa incredibile quantità di calore. Per i dettagli su come funzioni esattamente la reazione “esotermica” tra nichel ed idrogeno c’è stata una dichiarazione del socio di Rossi, il Prof. Sergio Focardi, professore emerito di fisica all’Università di Bologna: “Gli esperimenti hanno prodotto del rame. Riteniamo che tale produzione sia dovuta alla fusione tra nuclei atomici di nichel e idrogeno. La massa mancante è trasformata in energia”

In successive dichiarazioni il Sig. Rossi ha indicato come una possibile spiegazione di questo fenomeno possa ricercarsi in una una decomposizione atomica, analogamente a quanto registrato nello studio di SPAWAR del 2009.

Esperimenti e divorzi

Normalmente una tale promessa di “energia pulita” prodotta da un minerale di cui la Grecia è particolarmente ricca avrebbe dovuto monopolizzare l’interesse delle istituzioni scientifiche del paese. Ma gli sviluppi della questione ed il “divorzio unilaterale” annunciato dal Sig. Rossi hanno allontanato l’attenzione dal “miracolo dell’energia” che si sarebbe potuto costruire a Xanthi.

Questi sviluppi sono stati rapidi e suggestivi: il 28 ottobre 2011 il Sig. Rossi ha completato con successo il test di un dispositivo che durante le 5,5 ore di funzionamento ha erogato una potenza media di 470 KW ed ha dichiarato che ora ha ordini da Stati Uniti ed Europa per 13 centrali da 1 MW dal prezzo di due milioni di dollari ciascuna. La questione è stata anche riportata da diverse ben note testate giornalistiche, con i titoli apparsi in riviste come «Wired» e «Forbes», su quotidiani come il «Daily Mail» e canali televisivi di Fox e Bloomberg TV. Ma è davvero l’inizio di un ‘”era di abbondanza energetica” per il nostro pianeta?

Omissioni e domande

Chiunque abbia letto le varie pubblicazioni sull’argomento ha l’impressione che l’E-Cat (dalle parole Energy Catalyzer) di Andrea Rossi realizzi realmente la leggendaria “fusione fredda” e che il misterioso “cliente” sia a volte la National Semiconductors, altre il Segretariato Generale del Pentagono (DARPA) e, talvolta, la NASA (attraverso la Space and Naval Warfare Systems Center – SPAWAR). Ci sono tuttavia alcune evidenze che “insospettiscono”.

Anche in questo ultimo test ancora una volta il Sig. Rossi “ha evitato” di dare dettagli accurati sui dati di test, sostenendo che il “cliente” non ha permesso la misura dell’energia in ingresso ed in uscita da parte di altri. Inoltre non ha permesso la misurazione di qualsiasi emissione di radiazioni gamma (per sapere se avviene una reazione nucleare), adducendo timori sull’eventuale furto del segreto del catalizzatore. Egli ha affermato che in queste cinque ore e mezzo di esperimento sono stati utilizzati 66 kWh di potenza per le pompe ed i ventilatori delle 107 unità E-Cat utilizzate mentre sono stati misurati 2.635 kWh in uscita. La misurazione dell’energia prodotta è stata effettuata con un calorimetro ad acqua che incanalava nel dispositivo un flusso di 675,6 litri l’ora. Rossi ha affermato che la temperatura dell’acqua in ingresso era di 18,3 C e che in uscita “era evaporata tutta, tranne 5 litri”. Vale a dire 3.711 litri di acqua divenuti vapore, ma dov’è finito tutto questo vapore, com’è possibile che al termine dell’esperimento tutti i presenti nella camera di prova non erano “bagnati fino al midollo” ?

Esiste veramente un prodotto finale ?

Ciò che sostiene il dubbio “invenzione o frode” è il segreto assoluto su quanto riguarda il catalizzatore utilizzato dal Sig. Rossi. Ma ora, con i clienti e le vendite assicurate che sostiene di avere, dovrà pur lasciare che la comunità scientifica internazionale faccia luce sul dispositivo. Perché se quella che ha luogo all’interno del dispositivo è davvero una “diversa fisica” sarebbe suo dovere morale permettere l’indagine … e se è tutto vero che ottenga il Nobel !

Ma se anche non lo facesse la verità emergerà comunque. Perché Rossi non è certo il solo a correre questa maratona. Il primo concorrente è un professore italiano a cui si deve la scoperta dell’utilizzo del nichel: il Sig. Francesco Pianteli il 26 aprile 2011 ha depositato un nuovo brevetto dal titolo “Metodo ed apparato per la produzione di energia mediante reazioni nucleari di idrogeno assorbito mediante la cattura orbitale dalla nanostruttura cristallina di un metallo”. In altre parole si amplia la portata della “fusione fredda” da un sistema nickel-idrogeno ad un più generale “metallo-idrogeno”. La principale differenza di questo metodo rispetto a quello del Sig. Rossi è che non utilizza catalizzatori ! E come ci riesce ? Con una preparazione speciale della polvere di nichel, sia nelle dimensioni dei granelli della loro geometria. Per questa preparazione ha costruito una macchina speciale che opera in un ambiente a vuoto spinto ad una pressione di 10-9 bar. Per lo sfrutamento commerciale della sua ricerca Piantelli ha già creato a Siena la Nichenergy Srl e sostiene di aver già firmato contratti con grandi aziende industriali e di star negoziando con “una famosa agenzia statunitense” che però non cita.

In gara anche la Defcalion

Il secondo concorrente del signor Rossi è proprio la Defcalion Green Technologies SA, titolare della licenza della sua invenzione fino ad agosto scorso. Il rappresentante della società, il Sig. Alessandro Xanthoulis, ha detto: “Noi non solo continuiamo il nostro programma, ma siamo quasi pronti con una tecnologia che precede quella di Rossi di un anno. In particolare, entro i prossimi 15 giorni faremo degli annunci, il collaudo e la certificazione da parte di enti indipendenti è già iniziato. Presenteremo un prodotto finito – non solo un prototipo di laboratorio – con tutti i suoi sottosistemi operanti secondo standard di sicurezza europei “.

Ed alla domanda “E il catalizzatore ? Non dovrebbe essere un segreto di Rossi ?” ha risposto:

“Tutta la tecnologia utilizzata nei dispositivi Hyperion dell’ordine dei KW e dei sistemi da 1 a 5 MW sono un nostro progetto, diverso da quello di Rossi. Per quanto riguarda i sistemi di controllo erano già di nostra progettazione e costruzione, ed il signor Rossi ha firmato un certificato di accettazione che lo conferma. Anche nel recente esperimento di ottobre ha utilizzato alcuni moduli di nostra progettazione. Tuttavia la grande e principale differenza tra il nostro dispositivo e quello di Rossi è che il nostro sistema è stabile nelle prestazioni, mentre quello di Rossi, anche durante l’ultimo test, non lo è stato per più di cinque ore e mezza. ”

“Quindi la frattura tra voi non è dovuta solo al mancato pagamento della prima rata di rimborso, come ha detto il Sig. Rossi ?”

“Certamente no. Avevamo pronti i 15 milioni di dollari della prima rata, ma il signor Rossi non ha firmato il protocollo di ricezione che gli richiedeva di soddisfare parametri quali il funzionamento stabile del dispositivo per almeno 48 ore. Questa è stata la vera causa dell’interruzione della cooperazione, ma non l’abbiamo comunicata ai media perché non volevamo continuare uno scontro deleterio. Noi siamo interessati ad un reale progresso, e lo abbiamo raggiunto. La tecnologia che presenteremo tra qualche giorno al mondo sarà interamente greca e contribuirà al rovesciamento dell’attuale mercato dell’energia”.

Insomma una gara “italo-greca” che ha per premio un’incredibile “energia verde”, e come giudici la comunità scientifica mondiale, gara che potrebbe cambiare il destino di questi paesi.

Macchina di Piantelli per la preparazione della polvere di nichel

Fote: tovima.gr

Questa voce è stata pubblicata in Energia, Fusione Fredda, Notizie, Tecnologia e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.