Fusione Fredda – E-Cat, la rivoluzione di Rossi e Focardi (dal 2008 ad oggi)

L’INTERRUZIONE DEGLI ESPERIMENTI E LA SVOLTA

Torniamo al 2004. Il Prof. Sergio Focardi è distratto da seri problemi di salute a causa di un tumore alla prostata, per cui per un po’ di tempo cessa le sue ricerche a Siena con Piantelli. Successivamente, però, la sua salute migliora perché si opera ed il cancro gli viene ben curato, e nel frattempo è andato in pensione. Proprio quando ormai egli è alleggerito dagli incarichi di docenza e dalle preoccupazioni per la propria salute, entra in gioco Andrea Rossi, un ingegnere chimico che all’epoca viveva negli Stati Uniti. Rossi, essendosi messo in testa di occuparsi di fusione fredda, raccoglie per telefono informazioni su chi fosse il massimo esperto in Italia sull’argomento e gli viene fatto il nome di Sergio Focardi. Così, nel 2008 Focardi conosce Rossi e si rende conto del fatto che costui aveva delle idee innovative: ad esempio, aveva anch’egli pensato di utilizzare polvere di nichel, poiché la polvere aumenta la superficie, per cui accresce la quantità di idrogeno che entra nella matrice del metallo.

La polvere di nichel e (a destra) suoi granuli visti attraverso un microscopio elettronico.

LA COLLABORAZIONE TRA FOCARDI E ROSSI

Focardi e Rossi, trovandosi sulla stessa “lunghezza d’onda”, decidono di instaurare una collaborazione e si mettono subito al lavoro per realizzare dei nuovi esperimenti, che vengono fatti a Bondeno (FE), dove Rossi ha un’impresa. I due si concentrano sulle reazioni tra nichel e idrogeno, risultate le più promettenti dalle precedenti ricerche di Focardi, ed ottengono i primi risultati importanti, che hanno portato al prototipo dell’E-Cat. Focardi si preoccupa più degli aspetti “nucleari” degli esperimenti, ad esempio verificando che nelle reazioni nucleari non vi siano emissioni di neutroni, che sarebbero estremamente pericolose per la salute. Infatti, negli esperimenti svolti in passato da Focardi quando lavorava con Piantelli a Siena, usando materiali diversi dal nichel erano state osservate emissioni di neutroni. Rossi, invece, si concentra principalmente su come si possa aumentare la produzione di energia dell’apparato sperimentale facilitando la reazione per via chimica, cioè va alla ricerca di un “catalizzatore”.

IL RIVOLUZIONARIO “CATALIZZATORE” DI ANDREA ROSSI

Vengono costruiti i primi apparati, molto semplici: un contenitore con una vaschetta in cui si mette il nichel (ma vengono provati anche altri metalli) e l’idrogeno (preso da bombole o prodotto con elettrolisi), ed a cui viene fornito calore con una resistenza finché il sistema non si mette a produrre energia. L'”irruzione” di Rossi nelle ricerche di Bologna porta un’enorme innovazione negli esperimenti fino ad allora condotti da Focardi e dai suoi colleghi, caratterizzati da una produzione di energia in eccesso piuttosto limitata.

Rossi, infatti, riesce ad “attivare” il sistema attraverso un catalizzatore a tutt’oggi segreto, il quale con un’azione chimica permette al reattore sperimentale di Focardi di passare da una produzione di calore in eccesso dell’ordine dei watt a una dell’ordine dei chilowatt. In pratica, Rossi riesce a ottenere un guadagno, in media, di 200 volte fra l’energia in entrata (elettrica) e quella in uscita dal sistema (termica), misurabile dal vapore prodotto dall’acqua fatta da esso bollire.

Le notevolissime (e rivoluzionarie) energie di uscita dell’E-Cat in funzione di quelle di ingresso.

IL SUPPORTO DEL GOVERNO GRECO GRAZIE A STREMMENOS

Nel 2009, Focardi informa il suo ex-collega dell’Università di Bologna, il chimico fisico Christos Stremmenos – che nel frattempo era andato in pensione e tornato in Grecia – del fatto che c’è stato un salto di qualità nelle ricerche, perché Rossi ha trovato la maniera di amplificare di 200 volte l’energia in entrata nel sistema, come misurato in laboratorio dallo stesso Focardi. E aggiunge di essere stato personalmente testimone del fatto che a Bondeno, vicino Ferrara, l’azienda EON di Rossi ha riscaldato un capannone industriale per un intero inverno con tale apparato. Stremmenos, allora, vuole conoscere Rossi e, una volta incontratolo, si interessa molto e gli propone di sviluppare la cosa in Grecia. Siccome lo scienziato ellenico negli anni Ottanta era stato ambasciatore in Italia del suo Paese ed aveva un’amicizia di lunga data con il padre del Primo Ministro Papandreou, fa presto a convincere il figlio della necessità di realizzare una fabbrica di produzione dell’E-Cat e una prima centrale termica da 1 MW.

LA COLLABORAZIONE CON LA “DEFKALION GREEN TECHNOLOGIES”

Supportato dal Governo, Stremmenos riesce a convincere un gruppo industriale e finanziario greco ad entrare in questa avventura e vengono coinvolti anche altri investitori stranieri, arrivando a programmare un investimento di 200 milioni di euro. Così, con lo scopo di realizzare un grande impianto dimostrativo di taglia industriale perfettamente funzionante e di spazzare via una volta per tutte l’incredulità degli scettici mettendo sul mercato generatori di energia di taglia domestica come l’E-Cat, viene creata la società Defkalion Green Technologies S.A., di cui Stremmenos viene nominato vicepresidente, sia pure “onorario”. Nella città di Xanthi, nel nord della Grecia, viene realizzata una fabbrica per la produzione di massa e la distribuzione del rivoluzionario dispositivo. La Grecia diventa così punto di riferimento, insieme agli Stati Uniti, per la produzione e commercializzazione dei prodotti derivati dall’E-Cat, mentre con l’Università di Bologna viene siglato un accordo di ricerca e sviluppo.

Il sito web della Defkalion Green Technologies, la società che detiene i diritti mondiali dell’E-Cat, America esclusa.

Il rapporto tra Rossi e la DGT s’interrompe misteriosamente, per motivi finanziari, il 7 Agosto 2011. La società greca resta in silenzio per tre mesi ma, a metà Novembre, annuncia di aver realizzato un apparato domestico indipendentemente da quello di Rossi, denominato Hyperion: probabilmente è il frutto di una ricostruzione (reverse engineering) dell’E-Cat realizzata a partire dai dati avuti nei due mesi di collaborazione con la Leonardo Corp. L’uscita dell’Hyperion è prevista per i primi di Dicembre 2011. Praticamente DOMANI.

LA COMUNICAZIONE PUBBLICA DELLA SCOPERTA

Ma torniamo a fine 2010. Una volta resisi conto dell’affidabilità dell’invenzione, Focardi e Rossi desiderano pubblicare su una rivista scientifica con peer review un articolo sugli eclatanti risultati sperimentali ottenuti. Ma la fusione fredda, da quasi una ventina d’anni, era ormai totalmente emarginata non solo dalle 2-3 principali riviste internazionali di scienza o di fisica, ma anche dalla vasta schiera di riviste un po’ più di secondo piano, che da una parte sono da anni sommerse dalle proposte di articoli sull’argomento e dall’altra le rifiutano in maniera sistematica – a prescindere dal calibro e dal curriculum degli autori – per ragioni di immagine. Così i due pubblicano l’articolo online, sul Journal of Nuclear Physics, e decidono, d’accordo con Stremmenos, di fare una dimostrazione pubblica del funzionamento dell’E-Cat, che si svolge a Bologna il 14 gennaio 2011, dinanzi a un pubblico composto da fisici dell’Università e da esperti dell’INFN non coinvolti in tale ricerca – a cui viene consentito di portare apparecchi di misura – e da giornalisti.

Il resto della vicenda relativa al 2011 ormai la conoscete.

Ancora i due protagonisti della storia dell’Energy Catalyzer: Andrea Rossi e Sergio Focardi.

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